I telescopi si suddividono generalmente in 3 tipi: riflettori, rifrattori e catadiottrici. Il telescopio riflettore, lo si capisce dal nome stesso, riflette la luce che assorbe, quindi sarà composto da specchi; il telescopio rifrattore invece rifrange la luce che assorbe, ed è costituito da lenti; infine, il telescopio catadiottrico, o ibrido, utilizza in combinazione specchi e lenti.
Il telescopio riflettore per eccellenza è il riflettore newtoniano, e prende il nome dall’astronomo che lo realizzò per la prima volta, Isaac Newton. Il newtoniano ha uno schema molto semplice: uno specchio, posto in fondo al tubo ottico, chiamato specchio primario, riflette la luce che riceve su un secondo specchio, lo specchio secondario, che la riflette verso l’occhio dell’osservatore nel focheggiatore. Del telescopio riflettore la variante più diffusa è il riflettore Cassegrain: lo specchio secondario riflette la luce in direzione dello specchio primario, forato al centro (in questo caso il focheggiatore è sistemato dietro al tubo ottico e non a lato come nel newtoniano).
Il telescopio rifrattore invece si serve della rifrazione della luce: devia i raggi che riceve in un punto che si trova sul piano focale del telescopio. Il telescopio rifrattore si può trovare nelle varianti acromatico, semi-apocromatico e apocromatico. Il rifrattore acromatico non riesce a mettere a fuoco nello stesso punto i tre canali della luce visibile RGB; ciò comporta la presenza del cromatismo (le immagini saranno bordate di rosso/blu). Il rifrattore apocromatico invece riesce in questa operazione, presentando immagini prive di cromatismo; il semi-apocromatico possiamo definirlo come una via di mezzo (cromatismo molto contenuto).
Il telescopio catadiottrico è il telescopio con lo schema ottico più complesso: le 4 principali configurazioni catadiottriche sono lo Schmidt-Cassegrain, il Maksutov-Cassegrain, lo Schmidt-Newton e il Maksutov-Newton. Il primo, molto diffuso tra gli astrofili di tutto il mondo, presenta una lastra correttrice sull’obbiettivo del telescopio che serve ad eliminare le aberrazioni (errori ottici); in fondo al tubo ottico presenta uno specchio che riflette la luce su uno specchio secondario “ancorato” alla lastra correttrice. Da qui la luce viene riflessa nel focheggiatore. Il Maksutov funziona allo stesso modo, solamente che al posto della lastra correttrice ha il cosiddetto menisco e lo specchio secondario spesso è ottenuto alluminando la parte centrale del menisco. Lo Schmidt-Newton e il Maksutov-Newton hanno per base una configurazione newtoniano, ma presentano all’apertura del tubo ottico rispettivamente una lastra correttrice o un menisco, caratteristiche dell’SC e del Mak.
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Marco Bracale, maggio 2007 |