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di Marco Bracale  
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Come scegliere il telescopio

La scelta del telescopio, che sia il primo, il secondo o il terzo, è sempre una scelta abbastanza complicata, soprattutto per la vasta gamma di prodotti che il mercato offre. Ed è proprio questa grande gamma di possibilità che potrebbe far andare nel “pallone” molti giovani aspiranti astrofili, che davanti a tutti questi strumenti possono sentirsi come spaesati, senza sapere dove mettere le mani. Spesso è proprio un acquisto errato che fa allontanare un giovane astrofilo dal mondo dell'astronomia amatoriale, magari perché si aspettava altre prestazioni oppure semplicemente perché lo strumento acquistato non lo soddisfa nelle applicazioni a cui doveva essere mirato. D'altro canto un buon acquisto mirato e scelto con cura potrebbe far avvicinare ancora di più un giovane astrofilo al mondo dell'astronomia amatoriale, magari spingendolo ad acquistare un nuovo telescopio migliore di li a poco.

La scelta di un telescopio, affinché essa sia corretta, se eseguita con rigore seguendo delle indicazioni e soprattutto delle condizioni oggettive/soggettive, si potrebbe rivelare molto più semplice di quanto non si pensi. Nella scelta di uno strumento influiscono principalmente 4 fattori:

  • La possibilità economica o meno

  • L'uso che si vuole fare della strumentazione

  • Il cielo di cui si dispone

  • La possibilità o meno di spostarsi alla ricerca di cieli bui e con il minor indice di IL (inquinamento luminoso).

Sono tutti fattori molto importanti e determinanti nella scelta del nostro telescopio ideale. Ovviamente la possibilità economica o meno è forse la più determinante: stimare un budget massimo da spendere è un fondamentale passo per eliminare una sfilza di strumenti dalla nostra lista. Il secondo punto, ovvero l'utilizzo che si vuol fare del telescopio, è il secondo fattore che caratterizza la nostra scelta: uso fotografico del profondo cielo? Uso fotografico del sistema solare? Uso visuale planetario? Uso visuale del profondo cielo? Uso “mordi e fuggi”? Prendendo in considerazione questo fattore si eliminano un'altra gran parte di possibili strumenti. Ma per dirla in breve questo secondo punto si può riassimere in una sola domanda: preferisco il profondo cielo o il planetario? Forse è questo il fattore fondamentale di scelta, dato che un telescopio che fa bene in tutti e due i campi, a prezzi modici non si trova, o è mollto difficle se non impossibile; quindi, nella stragrande maggioranza dei casi di telescopi “ecomonici”, una deve soccombere all'altra, ma non per questo la parte che soccombe sarà una schifezza. E' dura da accettare però è così, che ci volete fare? Ultimi 2 fattori, ma non per questo meno importanti, sono la qualità del cielo di cui si dispne e, nel caso si disponga di un cielo con molto IL come può essere quello sub-urbano o cittadino peggio ancora, la possibilità di andare o meno alla ricerca di un buon cielo privo di IL (che molto spesso coindice con i cieli di montagna e campagna). Andiamo adesso ad analizzare tutte le possibili coincidenze che possiamo avere, e ogni opzione coinciderà con una determinata categoria di strumenti (es.:, rifrattore >f8, newton <f6, dobsoniano, Schmidt-Cassegrain ecc ecc...). L'ultimo passo è scegliere il modello in base al proprio budget massimo.

Le possibilità che possiamo incontrare sotto principalmente 4: 1)ci piace l'osservazione planetaria ma abbiamo un cielo molto inquinato; 2)ci piace l'osservazione planetaria e abbiamo un ottimo cielo; 3)ci piace l'osservazione del profondo cielo ma abbiamo un cielo molto inquinato; 4)ci piace l'osservazione del profondo cielo e abbiamo un cielo molto buono. Nel caso avessimo un cielo inquinato, quindi in 2 delle 4 possibilità, dobbiamo aggiungere 4 varianti (sempre 2 per possibilità), ovvero quella di potersi spostare sotto un cielo più buio oppure no.


1)Ci piace l'osservazione planetaria ma abbiamo un cielo molto inquinato.

Se la vostra situazione è questa capitate davvero a fagiolo: infatti l'osservazione planetaria non viene disturbata dall'IL come fa con il profondo cielo. Ovviamente immagino che non vogliate rinunciare del tutto alle osservazioni del profondo cielo, per questo se avete magari la possibilità di andare sotto un buon cielo capitate a fagiolo 2 volte. Bene o male tutti i telescopi vanno bene sul planetario, ma quelli più indicati sono i rifrattori, i Makstuv e gli Schmidt-Cassegrain (questi ultimi 2 sono schemi ottici catadiottrici). Le differenze tra queste 3 tipologie di strumenti ci sono, a partire dall'ingombro: un SC (Schmidt-Cassegrain) da 20cm occupa poco spazio, è molto compatto, pensate che come lunghezza non arriva ai 50cm; stesso discorso per i Maksutov, molto compatti. Già un rifrattore da 10cm occupa molto più spazio rispetto ad un catadiottrico: pensate che se aperto a f/10 sarà lungo bene o male 1 mt; mano a mano che l'apertura dei rifrattori sale, sale anche l'ingobro e soprattutto il prezzo, altra differenza tra questi 3 schemi ottici. Qua c'è da aprire una parentesi: i rifrattori si dividono in 3 sub-categorie: acromatici, semi-apocromatici e apocromatici. Differenze? Gli acro non riescono a mettere a fuoco tutti insieme le 3 componenti della luce (R, G, B) e peccano di cromatismo, ovvero di immagini colorate appunto per via di questa non perfetta messa a fuoco delle 3 componenti; gli apo invece riescono in questa “missione” e hanno un contrasto eccezzionale. I semi-apocromatici sono una via di mezzo diciamo. Per dirla breve, un apo può venire a costare anche il doppio o il triplo di un pari acro; ovviamente ci sono quegli acro fatti davvero bene che costano poco di meno di un apo di pari apertura e presentano poco cromatismo. I 2 catadiottrici hanno invece prezzi abbastanza contenuti: pensate che un SC/Mak da 13/15cm costa molto di meno di un buon acro (non parliamo degli apo) di pari apertura. Il più adatto tra questi 3 per le osservazioni deep è forse l'SC, dato che può arrivare a grandi aperture (20-23cm) mantenendo un prezzo in proporzione molto più basso rispetto ad un pari Mak e sensibilmente ad un rifrattore (un SC da 20cm costa sui 1300/1400€, andatevi a vedere quanto costa un rifrattore di pari apertura o anche un 15/13cm, ma ben fatto, quindi un semi-apo o addirittura un apo...). Ecco il vantaggio dell'SC, raggiungere grandi aperture mantendeno un prezzo, in proporzione, più basso. Però c'è il rovescio della medaglia: grandi aperture catturano più IL e più turbolenza, quindi un SC da 20cm soffrirà maggoirmente il seeing rispetto ad un SC da 15cm (cco perchè se non potete spostarvi dal cielo inquinato sarebbe meglio evitare grandi aperture, non tano per via dell'IL ma quanto per la turbolenza derivata da camini, smog, fonti di calore ecc ecc...) e mostrerà un fondo cielo più chiaro quanto più l'IL è presente. Stesso discorso, qua è universale, per tutti gli schemi ottici. Quindi, optate per un SC/Mak da 13/15cm o rifrattore da 8/10cm non vi potete muovere dalla città (la prima categoria che mi viene in mente sono i non patentati) o SC/Mak da 20cm e rifrattori da 10/13cm se potete andare sotto degli ottimi cieli. In base al vostro budget massimo poi vedrete quale modello potete permettervi ovviamente, sia come ottica ma soprattutto come apertura: se per un SC da 13cm può andar bene una montatura da 200€, per un SC da 20cm minimo si dovrebbe spendere sui 400 € di montatura.

2)Ci piace l'osservazione planetaria e abbiamo un ottimo cielo.

Stesso discorso nella prima opzione, solo sarebbe meglio prendere il telescopio dall'apertura maggiore, dato che lo si può sfruttare bene anche sul profondo cielo non disturbato dall'IL. In questo caso si potrebbe aggiungere un'altro tipo di telescopio: un bel riflettore newtoniano da 20cm. Buono sui pianeti e ottimo sul profondo cielo (dalla città un 20cm sarebbe inutile).

3)Ci piace l'osservazione del profondo cielo ma abbiamo un cielo molto inquinato.

Siamo messi maluccio, soprattutto se non potete spostarvi. L'IL danneggia troppo il profondo cielo, tant'è che un osservatore cittadino non ci spreca nemmeno tempo per cercare di vedere una piccola gallassia, sempre che dalla città di possa vedere...Se non possiamo spostarci, l'ideale sarebbe un bel newton da 13/15cm; oppure vi convertite alle osservazioni planetarie e vale lo stesso discorso del punto 1. Se invece potete spostarvi, la musica cambia eccome. Il primo telescopio che mi viene in mente per il profondo cielo è il dobson, che non è altro un telescopio newtoniano ma su montatura altazimutale. Estrema facilità d'uso e grandi aperture, ma grandi, anche fino a 40cm per le versioni amatoriali più comuni, mantenendo il prezzo davvero modico in rapporto agli altri schemi ottici: un dobson da 20cm non supera i 450€ ( mentre la versione 20cm su equatoriale costa come minimo il doppio), e un dobson da 30cm di solito non va oltre i 1300€ (tranne che non sia lavorat ad hoc , e può venire a costare molto di più). Un problema potrebbe essere l'inbombro: un 30cm pesa e non poco, ed ingombra non poco, e potrebbe essere complicati portarselo fuori città magari se si ha una piccola utilitaria; però, fatta la legge fatto l'inganno come si dice. Un tipo di dobson è quello a traliccio, ovvero a tubo aperto e non chiuso, così da poterlo smontare e montare ogni qual volta si voglia: così facendo, il vostro 30cm entra anche in una 500! Il grande svantaggio del dobson è che, essendo su altazimutale, non può inseguire. Infatti lo si cerca di evitare se l'uso che si vuole fare del telescopio è l'osservazione planetaria e la fotografia in generale. Quindi, se dovete restare resegati in citta, newton da 13/15cm oppure convertitevi al punto1; se invece potete spostarvi, prendete il dobson più grande che potete (ovviamente in rapporto alle vostre possibilità di poterlo effettivamente trasportare oppure no).

4)Ci piace l'osservazione del profondo cielo e abbiamo un cielo molto buono

Eh beh, come l'opzione numero 1: capitate a fagiolo! Prendte il dobson più grande che potete!!!

 

 

Marco Bracale, maggio 2007