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di Marco Bracale  
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Gli oculari

Gli oculari sono, tra gli accessori del telescopio, quelli che sicuramente rivestono maggiore importanza. Essi consistono in sofisticate lenti di ingrandimento. Gli oculari più diffusi hanno un diametro esterno di 31.7mm e vengono accettati da focheggiatori da 31.8mm. Esistono oculari con 24.45mm da inserire in focheggiatori da 24.5 e 49.95mm da inserire in focheggiatori da 50mm ( 2”, o 2 pollici).

L’ottica degli oculari può risultare composta, a seconda del modello, da 2 a 8 lenti, sagomate ed accoppiate in modo da fornire un’immagine quanto il più possibile rispondente alla realtà e priva del maggior numero di aberrazioni (difetti). Le principali caratteristiche degli oculari sono il tipo di ottica, la focale, il campo apparente, il campo reale (che scaturisce dal telescopio con il quale è usato), l’estrazione pupillare e la pupilla d’uscita. Su ogni oculare troviamo delle lettere (che ne identificano il tipo) e dei numeri (che esprimono la loro focale espressa in mm). Gli oculari più semplici sono gli “H” o “HM” (Huygens o Huygens Mittenzwey), costituiti da due lenti (acromatici); i “KE” (Kellner) utilizzano uno schema a 3 lenti, forniscono immagini qualitativamente migliori degli H e sono indicati per ingrandimenti medio-bassi su telescopi a medio ed alto rapporto focale. Gli “OR” (ortoscopici) utilizzano 4 lenti, offrono un campo visivo più ampio (compreso all'incira tra i 40 e i 50°) rispetto ai modelli precedentemente descritti ed una buona correzione; sono adatti a tutti i telescopi ed hanno un favorevole rapporto qualità/prezzo. Oculari di qualità superiore sono i “PL” (Plossl) a 4 o 5 lenti (Super Plossl) e gli “E” (Erfle) con campo visivo apparente molto ampio (tipicamente compreso tra i 40° e 55°) ed una discreta estrazione pupillare. Esistono in commercio anche oculari contraddistinti da un campo visivo ancora più ampio (grandangolari, o WA) definiti Super Wide Anlge (SWA) ed Ultra Wide Angle (UWA) che possono raggiungere gli 85° di campo apparente, di prestazioni e prezzo elevati. La gamma delle focali varia dai 3 a 60mm.

L’estrazione pupillare indica, in sostanza, la distanza alla quale porre l’occhio per abbracciare tutto il campo visivo. Gli oculari di corta focale in genere sono caratterizzati da un’estrazione pupillare molto corta, che possono risultare poco pratiche per chi porta occhiali da vista. Una discreta EP è sempre preferibile: per esempio durante la stagione fredda, dovendo accostare molto l’occhio all’oculare, può indurre l’appannamento dello stesso, oppure toccandolo si possono creare delle vibrazioni.

Il campo reale è in funzione dell’ottica impiegata: un campo apparente molto ampio si traduce in un campo reale molto ampio ed è una caratteristica apprezzabile soprattutto nelle osservazioni del profondo cielo e in particolare dei campi stellari estesi. Due oculari di pari focale possono avere un campo reale l’uno doppio dell’altro.

La pupilla d’uscita corrisponde invece al diametro del fascio di luce che fuoriesce dall’oculare ed entra nell’occhio umano: essa è funzione della focale del telescopio e dell’ingrandimento impiegato: tanto maggiore è quest’ultimo tanto più si restringe la PU. Quanto più essa è piccola (con alti ingrandimenti e alte focali) tanto più difficile risulta il centrarla esattamente sulla pupilla dell’occhio e tanto più oscura risulterà l’immagine osservata.


INGRANDIMENTO= focale telescopio / focale oculare

CAMPO REALE = campo apparente / ingrandimento

PUPILLA D'USCITA = diametro telescopio / ingrandimento


Marco Bracale, maggio 2007