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di Marco Bracale  
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La montatura del telescopio

Introduzione

La montatura di un telescopio è senz'altro una delle componenti più importanti in un setup, se non la più importante. Infatti in un setup non si dovrebbe avere mai una montatura sottodimensionata in rapporto all'ottica e all'impiego che si deve fare del setup in generale. Le immagini, nel caso che il setup venga usato per le osservazioni visuali, vibreranno ad ogni soffio di vento, il che impasterà tutti i dettagli dell'immagine che abbiamo all'oculare, soprattutto nelle osservazioni planetarie; provate ad osservare un pianeta ricco di dettagli come Giove tutto tremolante, non è affatto un bello spettacolo...Nel caso invece dell'uso fotografico del setup, avere una montatura sottodimensionata vuol dire avere foto mosse, causate di un cattivo inseguimento. Qualunque sia lo scopo a cui dedichiamo la nostra strumentazione, costosa o meno che sia, la montatura deve essere adeguata al peso che gli mettiamo sopra (ottica e accessori) e deve anche essere all'altezza del suo compito.


Montature altazimutali ed equatoriali

Esistono due principali tipi di montature per i nostri telescopi: la montatura altazimutale e la montatura equatoriale. La montatura più semplice da usare è la prima, la montatura altazimutale, che permette di effettuare movimenti in azimut dall'alto in basso e da destra a sinistra (e viceversa ovviamente). Il grande svantaggio delle montature altazimutali è l'assenza dell'inseguimento degli oggetti nel cielo: mentre usarla per puntare un oggetto si rivela molto semplice, inseguire un oggetto si può rivelare al quanto difficile, in quanto la Terra ruota su se stessa e di conseguenza anche il cielo, da est verso ovest. Quindi per mantenere un oggetto puntato nel nostro telescopio in configurazione altazimutale dovremo azionare un po' tutti e due i movimenti, a distanza di pochi secondi. Mentre nelle osservazioni del profondo cielo questo spostamento non è poi tanto difficile e fastidioso, nelle osservazioni planetarie, soprattutto a forti ingrandimenti, è molto difficile e complicato, e nel muovere sempre i movimenti della montatura si provocheranno inevitabili vibrazioni che impasteranno i dettagli più fini delle superfici planetarie. La montatura equatoriale si differenzia dalla montatura altazimutale proprio nella sua possibilità di inseguire gli oggetti durante tutto il loro percorso apparente nel cielo durante l'arco della notte. Infatti uno dei suoi 2 assi, l'asse polare, se allineato con il polo dell'emisfermo dal quale si osserva (nell'emisfero nord il polo coincide pressappoco con la stella polare) permette di inseguire, con il suo solo movimento, il percorso in cielo di un oggetto. Questo asse può anche essere motorizzato ( a corrente alternnata AC in caso di alimentazione casalinga, o continua DC in casi di alimentazione ca campo), quindi inseguire, se collegato ad un motore, un 'oggetto celeste automatoicamente, senza il bisogno di muovere gli assi manualmente e provocare vibrazioni. Questo si rivela molto utile nelle osservazioni dei pianeti, dove così facendo non si provocheranno vibrazioni (ci sono quelle dei motori, ma quasi non si notano) e le immagini rimangono stabili, ferme e dettagliate.


Quale scegliere?

La scelta della montatura è tuttavia molto complicata: la montatura equatoriale è indubbiamente più vantaggiosa, ma anche la altazimutale ha i suoi gran bei vantaggi. Primo fra tutti il prezzo: per sostenere, per esempio, un telescopio newtoniano da 200mm ci vuole una montatura equatoriale il cui prezzo può anche essere quattro volte superiore rispetto alla montatura altazimuatle che lo potrebbe sostenere. Questo fattore economico è cruciale nella scelta della montatura per un telescopio newtoniano, quindi un riflettore semplice: infatti, per via del peso e dell'ingombro, gli si preferisce una montatura altazimutale piuttosto che una montatura equatorile, in quanto il prezzo finale del setup altazimutale può anche essere tre volte inferiore allo stesso setup ma su montatura equatoriale. Ecco il Dobson (che prende il nome dal suo inventore, John Dobson, anni '70), o telescopio dobsoniano, che è sicuramente il più ricercato e scelto per riflettori di aperure molto generose, all'incirca dai 30cm in su (infatti tali aperture per via del loro peso e ingombro richiederebbero montature davvero dal prezzo molto elevato). Il problema del Dobson è quello delle montature altazimutali: assenza di inseguimento e di motorizzazione (salvo i casi di montature altazimutali compiterizzate, come quelle a forcella, doppia o singola, ma dal prezzo piuttosto elevato), il che può risultare complicato nelle osservazioni planetarie. Quando invece preferire una montatura equatoriale? Sicuramente in astrofotografia, planetaria o del profondo cielo che sia, in quanto in astrofotografia si deve necessitare dell'inseguimento automatico. Rispetto alle montature altazimutali hanno ovviamente il difetto del prezzo e del peso: una montatura equatorile può anche arrivare apesare svariate decine di kilogrammi, e in alcuni casi anche un centinaio, ma qua si va nel campo delle montature da postazione fissa, e arrivare anche a costare molto di più rispetto alla montatura altazimutale dedicata a un deterimato telescopio.


Marco Bracale, maggio 2007