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di Marco Bracale  
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I cerchi graduati

I cerchi graduati sugli assi di Ar e Dec delle montature equatoriali servono per il puntamento di oggetti celesti dei quali si conoscono le coordinate. Così come un punto sulla superficie terrestre viene individuato tramite la longitudine e latitudine, anche gli oggetti celesti possono essere localizzati attraverso l'Ascensione Retta e la Declinazione.

Mentre si rivela molto facle puntare la Luna o un pineta luminoso, come Giove o Saturno, l'utilizzo dei cerchi graduati diviene l'unico mezzo (sempre che non si disponga di un puntamento automatico a go-to) per riuscire a trovare un oggetto molto debole, al limite della visibilità o addirittura in visibile anche nel cercatore più luminoso. Ma come si usano i cerchi graduati? Un metodo molto pratico ed efficace è quello di seguito descritto: il cerchio di Dec è fisso, e in rapporto all'asse indica l'angolo, positivo o negativo, di un oggetto rispetto all'equatore celeste. Quando il tubo ottico è parallelo all'asse polare esso deve indicare 90° (dato che la stella polare ha una declinazione pari a 90°). Il cerchio di AR invece è mobile, e ruota solidamente all'ottica (viene bloccato di solito da una apposita vite). Esso è suddiviso in ore e minuti e permette di misurare l'angolo orario di un oggetto. Supponiamo di voler osservare la nebulosa M27, nella costellazione della Volpetta. Se disponiamo di un atlante stellare troveremo che le sue coordinate celesti sono: AR 19h e 48 min. e 22° e 35" di Dec. Essa si trova molto vicina ad una stella molto luminosa e facilmente riconoscibile ad occhio nudo: Altair, nella costellazzione dell'Aquila. Puntiamo la stella aiutandoci con il cercatore e poniamola al centro del campo di un oculare ad ingrandimento medio-alto. Blocchiamo quindi decisamente gli assi del telescopio. Il riferimento del cerchio di declinazione indicherà gia il valore corretto: un pò più di 22°. Ruotiamo manualmente il cerchio di AR fino a che non indica 19h e 48m. A questo punto il cerchio di Ar è tarato e nn dobbiamo più toccarlo. Sblocchiamo invece l'asse di AR e portiamolo sul valore di M27, facendo coincidere la sua AR con il valore corrispondete nel cerchio. Blocchiamolo nuovamente e dopo aver allentato l'asse di declinazione ruotiamo il tubo fino a 22° e 35": se abbiamo operato correttamente e con sufficiente rapidità la nebulosa sarà visibile nel campo di un oculare a basso ingrandimento. Naturalmente se disponiamo dei motori di inseguimento possiamo operare con più calma.


Marco Bracale, maggio 2007